Cadelbosco di Sopra

Tracce del più antico nucleo abitato presente sul territorio cadelboschese risalgono alla prima metà del X secolo.

Si trattava di un piccolo villaggio, noto col nome di Vico Zoaro, sorto accanto ai fitti boschi che ricoprivano allora la zona. Tale toponimo prendeva probabilmente origine dall’ampia diffusione di spelta (in latino anche zea), ovvero un cereale utilizzato sopratutto per la panificazione.

Il primo atto in cui si fa diretto riferimento al luogo è un rogito, recante la data del 6 aprile 1032, nel quale si certificava la donazione del Castello di Vico Zoaro.

Nel 1215 questo risulta di essere di proprietà di Gherardo del Bosco, dal quale deriva, probabilmente, l’attuale toponimo.

Qualche anno dopo i terreni di Boschetto e Roarolo passano in proprietà ai benedettini del Convento di San Giovanni di Parma. Ad essi si devono ampi interventi di bonifica del territorio che favorirono la formazione di colonie agricole.

Nella seconda metà del XIV secolo si hanno le prime menzioni a Domus del Bosco, che soppitantò la precedente denominazione.

Tra gli eventi più drammatici della storia locale vi è senza dubbio lo scoppio, nel 1630, dell’epidemia di peste, che solo a Cadelbosco uccise 60 persone, tra cui il parroco, il cappellano e i canonici.

A tale periodo risale la costruzione del cosiddetto “Chiesolino”, distrutto poi nel 1940, per implorare l’intervento divino. Lo stesso secolo è ricordato anche per l’operosità illuminata di Pellegrino Dall’Oglio, parroco della chiesa di San Celestino, il quale, già impegnato nell’insegnamento della grammatica a “putti e giovani”, istituì la Scuola Pia come dipendenza rurale del seminario vescovile, addossandosi tutte le spese. Negli anni della Repubblica Cispadana e del Regno Italico Cadelbosco divenne comune.

Il 19 agosto 1859 Garibaldi passò per il paese e nello stesso anno venne eletto il primo sindaco nella persona di Pier Giacinto Terrachini.

Ad egli si deve l’istituzione di scuole pubbliche elementari, femminili e maschili, nelle varie frazioni.

Nei primi anni del secolo scorso si costituiva la prima Cooperativa di Consumo ed inaugurato il Teatro Catellani.

Tra gli episodi salienti si ricorda la celebre “Adunata Sediziosa” dell’ottobre 1941, una delle manifestazioni di rivolta al fascismo più imponenti dell’epoca, che registrò la partecipazione di oltre mille donne davanti al municipio.